Gallo

 

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Toponimo citato fin dal 1180 ha origini antichissime, ma a tutt’oggi, non è dato conoscerne l’esatta o, quantomeno, presumibile genesi. L’esistenza in quel d’Alife di Gallo e Gallucccio, quest’ultimo evidentemente diminutivo del primo come nel nolano, più che ad una mera combinazione, fa pensare ad un’identica peculiarità dei luoghi. Chissà che Gallo non si debba far risalire all’antico francese gal che valepietra, a cui il Racioppi riporta la seconda parte di Pietragalla, in Basilicata, giustificando la reiterazione linguistica con molti analoghi esempi, quali Montemurro, Pietrasasso, Montoro, etc. Nel Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli del 1797-1805 Gallo si descrive così: Casale della città di Nola, distante da Napoli miglia 14. Egli è fabbricato presso la strada Regia tutto in piano. Il territorio è molto atto alla semina del grano, granone e legumi e fa pure del vino. Naturalmente produce erbe medicinali ed i gelsi vi allignano assai bene per cui evvi tra quei naturali di nutricare i bachi da seta. Nel medesimo vi è un feudo rustico di circa moggia 28 ove si veggono poche abitazioni per li coloni e si possiede da Giovanni Batista Testa Nolano. Nella porta del palazzo baronale sono due statue di marmo antichissime in abito senatorio e molto del tempo maltrattate e nel piedistallo vi è incastrata una lapide marmorea recante questa iscrizione: Nardu poeta pudens hoc tegitur tumulo. Il Grutero, il Sirmondo lo credevano esistente in Nola.Vi era ancora un bellissimo sepolcro che vi fu trasportato dall’altro casale di Cimitile, menzionatodall’ erudito Remondini. Il menzionato storico costituiva un importantissimo centro commerciale, distrutto dopo che la strada Nazionale delle Puglie, che attraversava Gallo, fu sistemata con un rettifilo Galluccio-Schiava nel 1834, mettendo Gallo di fuori. Importante e popolosa frazione fu aggregata a Comiziano e staccata da Cimitile nel 1820. Nei Conti dell’Università si può visionare il bilancio di previsione per l’anno 1730 redatto dall’Università di Gallo ed inviato alla Camera della Sommaria. In tale bilancio si dichiarava la presenza di pochi abitanti e l’assenza di gabelle. Esso fu sottoscritto il 20 ottobre 1729 da Giovanni Stefanile, Eletto per il governo dell’Università di Gallo, di cui era padrone Marzio Mastrilli, conte della terra di Roccarainola e marchese di Gallo. Pietrantonio Mastrilli fu il primo marchese di Gallo, avendone ottenuta la concessione dal Re Filippo IV il 15 aprile 1649. Dei marchesi di Gallo, il più illustre fu senz’altro l’ultimo, Marzio Mastrilli, detto il Gallo che negli ultimi anni della sua vita assunse anche il titolo di Duca di Gallo. Ambasciatore straordinario di re Ferdinando IV, presso le corti di Torino e Vienna, più volte fu consigliere di stato e ministro degli affari esteri del Regno delle due Sicilie.

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