Comiziano

 

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» Storia del comune

Sotto il profilo etimologico, Comiziano sembrerebbe un'alterazione posteriore di Comignano e/o Cumignano. Infatti nellaTavola del Capasso si fa menzione di un Comilianum , da cui Comignanum, e lo storico Remondini nomina, indifferentemente,Cumignanoo Comiziano.
A dir poco avventato,anche se alquanto suggestivo, sarebbe far risalire il toponimo al latino cominia, specie di oliva e quindi Cumignanostarebbe a significare oliveto di una speciale qualità di olive ovvero al fatto leggendario che vi si riunivano gli antichi Cavalieri di Malta (comites) della vicina Cicciano. Tuttavia, quando Livio scrive che intra moenia, sub adventum dictatoris (Q. Poetelius), et Samnitium omnis multitudo, et Nolana agrestis contulerat e che  dictator, urbis situ circumspecto, quo apertior aditus ad moenia esset, omnia aedificia – et frequenter ibi habitabatur – circumiecta muris incendit, ci convince che anche la zona fuori dalle mura di Nola era abitata. Si può, dunque, ipotizzare la presenza in Nola (ricca città preromana aperta nella campagna e non vincolata alle sue mura come le impervie città dell’Italia Centrale) di un numero imprecisato di fattorie romane più o meno grandi. In considerazione del suffisso in ano di Comignano, indice di un possedimento fondiario e del ritrovamento di un graffito pompeiano attestante la presenza in Nola della gens Cominia, Cumignanum potrebbe significare latifondo della gens Cominia. Quindi, Comiziano potrebbe essere la risultante di un processo genetico di matrice romana, vale a dire proprio uno di quei borghi (come Casamarciano ed Ottaviano) nati intorno ad un’importante fattoria romana. Fino al 1640, Comignano è stato uno dei casali dell’Università di Nola. Nel Dizionario geografico, istorico, fisico del Regno di Napoli del 1795 Comignano così si descrive: Casale della Provincia di Terra di lavoro, nella Diocesi di Nola, situato in una pianura, d’aria temperata, e nella distanza di due miglia e mezzo dalla città di Nola che si appartiene in feudo alla Famiglia Mastrilli, Duca di Marigliano. In esso sono da notarsi una Parrocchia di mediocre disegno; e tre pubbliche chiese con una Confraternita Laicale sotto l’invocazione del Rosario. Il suo territorio abbonda di grani, granidindia, legumi, frutti e vini. Il numero dei suoi abitanti ascende a seicento, sotto la cura spirituale di un Parroco. Nel corso dell’Ottocento, i casali più grandi si svincolarono dagli obblighi feudali o dalla dipendenza amministrativa di Nola, divenendo comuni autonomi ed annettendosi anche quelli viciniori meno estesi.  In tale epoca Comignano fu eretto a comune senza Gallo. 
Il 9 ottobre 1819, il Ministero di Stato degli Affari Interni del Regno delle Due Sicilie, esaminati i progetti di rettifica di circoscrizione territoriale per la provincia di Terra di Lavoro, autorizzava nel real nome la separazione di Gallo da Cimitile per riunirsi a Cumignano che diventava Comune di Cumignano e Gallo unito ovvero Comune riunito di Cumignano e Gallo ovvero Comune di Cumignano riunito a Gallo. Dopo l'unificazione d'Italia il Comune assunse la denominazione di Cumignano e Gallo di Nola. Con Regio Decreto del 21 ottobre 1909 n. 405, l'Amministrazione De Rosa fu autorizzata a cambiare il nome in quello di Comiziano. E’ certo  che, a Cumignano, fino al 1870, si riunivano i massoni dei dintorni tanto è vero che, per circa vent’anni dopo, una stanza del vasto e severo palazzo baronale Del Balzo, luogo abituale delle riunioni, conservò sulle pareti i distintivi caratteristici della società. Appartennero tra gli altri alla loggia di Cumignano anche Morelli e Silvati. Oltre al Palazzo Del Balzo, di costruzione medioevale, è notevole il palazzo e la villa del marchese Imperiali d’Afflitto. La famiglia patrizia Fontanarosa, oriunda di Cumignano, fu anche una benemerita del paese.

L’aspetto odierno di Comiziano è quello di un paese di campagna caratterizzato da strette viuzze e piccole piazze. I principali luoghi di interesse presenti sul territorio comunale sono:

 

» Parrocchiale di San Severino

In piazza San Severino, patrono del paese, sorge la Parrocchiale di San Severino. La costruzione della chiesa risale all’inizio del Cinquecento, mentre la sua elzione a Parrocchia è del 1527, con bolla del nobile Giovanni Bernardo Mastrilli. È a una sola luminosa navata, ornata dalla statua di San Severino circondata da angeli, mentre in un artistico reliquiario dorato in ora fino è custodita una reliquia del santo.  Le colonne e i capitelli richiamano lo stile rinascimentale come anche la facciata ripartita in due piani terminanti con un timpano e movimentata da otto lesene. Sulla sinistra è il campanile a tre piani con orologio.

 

» Palazzo D’Afflitto

Nella stesa piazza sorge Palazzo D’Afflitto, a tre piani, caratterizzato da uno stemma raffigurante l’aquila imperiale. Le finestre del piano nobile sono ornate da semilune scolpite a motivi floreali, il balcone è sorretto da volute mentre il cornicione incorpora mensole a sostegno della sporgenza del tetto.

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